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Tartufi Break

Tartufi Break

"Dentro la notizia" intervista Ugo Cauda, titolare di Alba Tartufi s.r.l.

Il tartufo è un prodotto delicato e costoso, vi consigliamo come comprarlo e degustarlo al meglio.

MONTÀ D’ALBA (CN) – Vendere un alimento tramite l’e-commerce non è cosa facile. Se poi, il cibo in questione è quello degli Dei, ovvero il Tartufo Bianco, allora la vendita online si trasforma in una vera e propria sfida, perché il prodotto deve arrivare nelle case dei consumatori bello e gustoso come appare sul Sito Internet. Un buon commerciante deve costruire un sistema di spedizione adeguato, ma soprattutto proporre una qualità che generi la piena soddisfazione del cliente. Noi ne abbiamo parlato con Ugo Cauda. Negli anni, il titolare della “Alba Tartufi srl” ha affinato un rigoroso criterio di selezione dei prodotti tipici locali, garantendo un servizio di consegna a domicilio assolutamente rapido ed efficace.

 

Parliamo di tartufi freschi: quali tipologie si trovano in questo periodo?

I tartufi bianchi (Tuber Magnatum Pico) e quelli neri estivi (Tuber Uncinatum), ma l’annata è scarsissima a causa della spaventosa siccità e della luna in ritardo. È assodato ormai che i raggi lunari svolgono un’azione benefica sulla crescita del tartufo, maggiore nel plenilunio, in assenza dei quali il tartufo va incontro a un più stentato e ritardato accrescimento. La Luna Nuova è arrivata il 19 ottobre, ma la piena maturazione del prodotto si raggiungerà tra circa venti giorni.

 

Quando è nata la sua passione per i tartufi?

Il mondo dei tartufi mi appassiona dal 1985. All’epoca, questo prodotto era molto più affascinante e ricco di misteri. Sono diventato un commerciante nel 1988, un mestiere alla cui base sta una grande passione, una profonda conoscenza e una solida esperienza da vivere sul campo. Un lavoro che ancora continuo a perfezionare, cercando di trattare un prodotto che abbia la qualità e le caratteristiche per poter essere chiamato Tartufo Bianco d’Alba. Non tutti i tartufi sono uguali, non tutti hanno le stesse peculiarità e non tutti sono egualmente buoni e profumati. Essere un commerciante significa cercare e selezionare le migliori partite da coloro che li hanno già raccolti. Il 90% delle vendite avviene online, spedendo i tartufi freschi tramite corriere espresso in apposite confezioni che ne garantiscono il perfetto mantenimento e la genuinità. Se la merce non fosse valida, i clienti non si rivolgerebbero più a me. Sono, per questo, nella posizione di dover soddisfare le aspettative di chi acquista “a scatola chiusa”, e che vuole essere soddisfatto anche dopo aver degustato i tartufi. Non mancano i prodotti quali condimenti, salse e creme, tartufi conservati in barattolo e molto altro, tutto visionabile su www.albatartufi.com

 

Un consiglio da dare a chi compra tartufi?

Il mio consiglio è di affidarsi a commercianti seri che cerchino di soddisfare le richieste. È importante parlare a tu per tu con un professionista che possa fornire tutte le informazioni del caso, spiegare le caratteristiche del tartufo, dare consigli sulla conservazione e sui vari modi di degustarlo. Purtroppo tante persone acquistano tartufi e poi fanno “pazzie”, come quella di tenerlo in frigo una settimana. Ogni giorno il tartufo perde profumo e sapore; la cosa più appropriata sarebbe consumarlo il più in fretta possibile.

 

Ci descrive una golosa ricetta per degustarli al meglio?

Ritengo che le cose semplici siano le migliori. Un risotto al burro o un uovo al tegamino, arricchiti con una grattata di tartufo, sono piatti che ne esaltano l’aroma articolato e travolgente. Tuttavia, per me, il piatto che più di ogni altro consente di imparare ad apprezzare il profumo e a riconoscerne le peculiarità del tartufo bianco è la carne cruda di Fassone battuta al coltello. Attualmente il prezzo del Tuber Magnatum Pico è altissimo, ma questa ricetta potrebbe farvi risparmiare qualcosa, senza peraltro rinunciare al piacere di gustarlo. Avete un budget per acquistare, per esempio, un esemplare di 20 gr? Il mio consiglio è di scegliere pezzature minori, perché a parità di peso, costa di più un tartufo grande intero che più tartufi piccoli. Il piatto sarà meno scenico alla presentazione, ma il palato ringrazierà. Iniziate con la battuta di carne cruda (piuttosto fatelo fare al macellaio di fiducia, ma non comprate carne tritata a macchina). Poi prendete i tartufini, puliteli, asciugateli bene e, invece di ridurli in scaglie, fatene un battuto a coltello, a grana grossa, lasciandone uno intero per la decorazione. Non resta che unirli alla carne e condire il tutto con olio, sale e pepe. Io non aggiungo altro, men che mai aglio o limone (che al limite andrebbe alla fine, altrimenti cucinerebbe la carne), ma ognuno può rivisitare la ricetta come crede. A questo punto mettete il preparato in un classico contenitore a chiusura ermetica da porre in frigo per almeno tre ore. Infine portate in tavola, ma non prima di un piccolo accorgimento perché anche l’occhio vuole la sua parte. Impiattate la carne con i grani di tartufo aiutandovi con un coppapasta e decorate con due lamelle di tartufo in cima, come fossero foglioline. Anticiperà ai vostri ospiti l’ingrediente principale, che donerà un’esperienza entusiasmante da assaporare fino all’ultimo boccone. E non trascurate il vino: questa ricetta richiede in particolare un buon Barbera, ma l’importante è che sia rosso e corposo.

 

Visualizza l'articolo completo su www.dentrolanotiziabreak.it

 

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